DEL RISULTATO DEL CONVEGNO SUI MUTUI PRESSO UNIVERSITA’ DI SIENA DEL 17/10/2025 – seconda parte
Dopo gli interventi del dott. Provenzano e del prof. Riccarelli illustrati nell’articolo pubblicato su clinicafinanziaria.it lo scorso 25/10, al convegno di studi presso l’Università di Siena del 17/10 è intervenuto poi il prof. Massimo D’Auria, ordinario di diritto privato presso l’Ateneo ospitante. Il suo contributo è stato invocato in quanto il fondamento delle contestazioni alle modalità attuali di calcolo degli interessi sui mutui è proprio l’istituto del contratto, regolato dal diritto privato comune e dal diritto speciale della normativa del settore bancario. Da questo punto di vista, pur nel massimo rispetto della statuizione della sentenza di Cassazione a Sezioni Unite, il professor D’Auria non ha potuto fare a meno di sottolineare che se la Cassazione ha interpretato, nei mutui a tasso fisso, come pienamente rispettato il requisito del consenso pieno del mutuatario, l’assenza di pronunciamento della stessa Suprema Corte per mutui a tasso variabile, rappresenta un vulnus, o comunque un aspetto che merita ampio e coscienzioso approfondimento, soprattutto laddove manca l’allegazione del piano di ammortamento.
Il convegno ha visto poi un intermezzo nel quale l’avv. Duccio Panti, del Foro di Siena, rappresentante della Confconsumatori, ha interloquito con i relatori, manifestando la preoccupazione di milioni di utenti del credito bancario che, stando alle conclusioni del convegno, sarebbero decisamente vessati, non solo da una situazione economica generale difficile per molti strati della popolazione, ma anche dal comportamento quanto meno opaco del sistema bancario.
Il Dott. Roberto Marcelli, presidente della Associazione dei Consulenti Tecnici dei Tribunali, ha poi concluso il convegno riassumendo le tesi che da anni propone in tutti i momenti di confronto, nelle sue pubblicazioni e nei Tribunali quale consulente tecnico dei Giudici. Il dott. Marcelli si è soffermato su un aspetto che, benché connotato da difficoltà interpretative per i non addetti ai lavori, tuttavia rappresenta il fondamento tecnico basilare dei comportamenti illegittimi delle banche. Accertato che la banca calcola la rata del mutuo, e gli interessi, con la formula dell’equivalenza finanziaria del regime composto, è un dato che detta formula conduce algebricamente alla definizione della rata formata da un tot di quota capitale, poniamo 600,00 su una rata di 1.000,00, e una quota di 400,00 di quota interessi. Ma nello svolgimento poi del piano di ammortamento alla francese, la banca inverte le due quote, sicché il debitore si ritrova sempre con una rata di 1.000,00 ma con una quota capitale di 400,00 e una quota interessi di 600,00, inversione che comporta un prolassamento del rimborso del capitale, con conseguenze sulla eventuale estinzione anticipata e una incredibile mistificazione e sovvertimento dell’ordine imposto dalla matematica finanziaria e una modifica inattesa delle modalità di rimborso del capitale preso a prestito.
La partecipazione al convegno, oltre 150 collegati on line sul sito appositamente predisposto, è un indice della attenzione che merita questo problema, per cui gioco forza il dibattito sul tema non si esaurisce con il convegno di Studi presso l’Università di Siena: la complessità degli argomenti e l’importanza degli effetti su milioni di utenti del debito bancario, deve portare ad un ulteriore approfondimento, al coinvolgimento di altra dottrina, mentre i Tribunali se ne occupano quotidianamente e noi nei prossimi articoli vi daremo conto proprio di alcune sentenze e provvedimenti dei Giudici, oltre ad anticiparvi un nuovo evento come momento di confronto tra dottrina e giurisprudenza.
