Il blog è aggiornato e con nuova veste e riprende la sua attività divulgativa

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Torniamo con maggior vigore a occuparci dei temi tipici del blog clinicafinanziaria.it: dallo scorso dicembre, ultimo articolo pubblicato il 14/12, ci siamo anche occupati di rinnovare il sito stesso, rendendolo più accattivante, leggibile e fruibile. Speriamo di esserci riusciti.

Nel frattempo dobbiamo dare conto dell’andamento della nostra battaglia per far emergere la grande mistificazione in atto nel calcolo degli interessi sui mutui da parte delle banche.

Dopo la sentenza della Corte di Cassazione a Sezioni Unite dello scorso maggio,  come abbiamo sottolineato negli scorsi articoli, non vi è stato certamente nei Tribunali un orientamento univoco: alcuni Giudici si sono pedissequamente allineati alle indicazioni della Cassazione, che si era occupata della scarsa trasparenza, escludendola,  nei mutui a tasso fisso, ma lasciando aperti tutti gli altri spazi di contestazione sui mutui a tasso variabile e sulla presenza di anatocismo, vietato dalla legge, negli interessi sui mutui a rimborso rateale. Altri Giudici, sulla scorta delle nostre adeguate impostazioni nei giudizi, stanno invece seguendo indicazioni più oggettive, approfondendo, attraverso indagini contabili e dunque attraverso l’ausilio di consulenti tecnici d’ufficio, il tema della presenza o meno di interessi anatocistici nei mutui. A questo punto l’attenzione e il carico di responsabilità si sposta dai Giudici ai tecnici e non sempre, purtroppo, tali ausiliari si dimostrano all’altezza della situazione. Alcuni tecnici hanno effettivamente e con attenzione approfondito tutte le eccezioni che abbiamo sottoposto ai giudici, riscontrando come nella formula utilizzata dalla banca per calcolare la rata ci siano elementi algebrici tali da causare la produzione di interessi su interessi nel calcolo delle rate di rimborso, con conseguente violazione di legge. Altri invece, non abbiamo ancora ben capito se perché molto vicini alle corporazioni bancarie o sulla base di pregiudizi sedimentati nel tempo, alla domanda se nella formula degli interessi c’è anatocismo, rispondono in modo inconferente: no, nel piano di ammortamento non c’è anatocismo, in sostanza non rispondono alla domanda principale, che rimane pertanto inevasa.

Il dibattito dottrinario prosegue parallelamente alle procedure giudiziali e anche qui il problema è lo stesso: la confusione tra il momento della convenzione della rata e degli interessi, in cui c’è anatocismo, e il momento del pagamento delle rate, in cui tale violazione non c’è, ma non può esserci. Su questo equivoco le banche continuano a contare e non solo non riconoscono tale violazione nei mutui stipulati negli anni passati, ma continuano imperterrite a utilizzare lo stesso meccanismo diabolico per calcolare gli interessi.

Per dare un ulteriore contributo al dibattito teorico e pratico, stiamo organizzando, con l’ausilio di altri professionisti, un convegno di studi sulla materia degli interessi sui mutui, che si terrà il prossimo 8 maggio presso un’aula del Tribunale di Potenza, cortesemente messa a disposizione per questo momento di confronto. Daremo su questo sito ulteriori informazioni sin dai prossimi interventi.

 

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