Verrà dalla Corte di Cassazione la svolta sul giusto calcolo della rata dei mutui?
Come avevamo illustrato nel novembre 2022 in due articoli del blog https://www.clinicafinanziaria.it/opinioni/di-banca/si-svela-un-altro-misfatto-la-rata-dei-mutui/ e https://www.clinicafinanziaria.it/opinioni/di-banca/la-rata-dei-mutui/ , da un paio d’anni era caduto il velo su una prassi vessatoria utilizzata dal sistema bancario : nel calcolare la rata dei mutui, ipotecari e non, le banche utilizzavano una formula algebrica più onerosa per il mutuatario, senza raccogliere il consenso del mutuatario, senza la trasparenza prevista dalla legge che avrebbe consentito al debitore di utilizzare una seconda possibile formula algebrica per calcolare una rata più bassa e dunque un monte interessi inferiore.
Lentamente, ma con molta fatica, anche a causa della complessità del tema, che però non deve essere una giustificazione, un certo numero di Tribunali, ma non più del 10% del totale, aveva cominciato a dare ragione al mutuatario, costringendo la banca a rifare i conti, ricalcolare la rata con la formula meno onerosa e restituire gli interessi pagati in più. Ma la gran parte dei Tribunali, vuoi per la già richiamata complessità del tema vuoi per altre ragioni innominabili, continuava a dare torto al mutuatario che a loro si rivolgeva per ottenere giustizia.
Orbene, un paio di settimane fa c’è stata quella che potrebbe essere una svolta: un Giudice del Tribunale di Salerno, utilizzando una recente possibilità offerta dalla riforma della Giustizia dell’ex Ministro Cartabia, ha sospeso il giudizio sulla eccezione di illegittimità della clausola interessi su un mutuo di cui si stava occupando, e ha mandato tutti gli atti alla Corte di Cassazione, al fine di dipanare i dubbi interpretativi sulla materia, mettere un po’ di luce nel disorientamento oggettivo dei Tribunali e stabilire delle regole solide e quanto più possibile inequivocabili. La presidente della Corte di Cassazione, conscia della delicatezza dell’argomento, ha rimesso la questione addirittura alla Corte di Cassazione a Sezioni Unite, il massimo organo giurisprudenziale dell’ordinamento.
Per la verità la corte di Cassazione a Sezioni Unite, in altri pronunciamenti cui era stata chiamata in questioni dibattute di diritto bancario negli scorsi anni (ne parleremo in altri articoli) aveva sentenziato in modo se non altro discutibile… ma tant’è, ciò è accaduto.
In questo caso, tuttavia, se siamo ancora in uno Stato di Diritto, attendiamo un provvedimento che rispetti la normativa e la legislazione vigente e non guardi invece a ragioni di opportunità e protezione di interessi.
